BUSETO PALIZZOLO TRA URBE E CAMPAGNA

CAPITALE DELLA GASTRONOMIA CONTADINA
di Fabio Pace

Buseto Palizzolo, affascinate paese, “poggiato” come un presepe, tra valli e colline. Immerso nei prati che cambiano colore col mutar delle stagioni: dal verde primaverile, al giallo-oro dell’estate, al color del cioccolato in autunno. Passeggiare per i sentieri di Buseto Palizzolo, respirando l’odore della terra è un percorso che porta al centro di se stessi, alla serenità, al sorriso. Alla sommità di alcune colline si ha il privilegio di contemplare lo spettacolo della natura, lo sguardo coglie la bellezza, che discende fino ad arrivare alla città di Trapani e ancora più in fondo le Isole Egadi, dove il blu del mare si perde all’orizzonte. Buseto fu costruita su sette colli a costituire quello che oggi si dice un comune rururbano. Termine che si usa per indicare la campagna abitata. Le borgate sono: Buseto Centro, Badia, Battaglia, Buseto Superiore, Pianoneve, Bruca e Tangi. Il primo nome della zona, «Casale Busith», è certificato nel Privilegium Concessionis Territorii Excelsae Civitatis Montis Sancte Juliani un documento del 1200, e deriva dall’arabo Busith (dalla probabile volgarizzazione del termine arabo “basita” ovvero terra). Palizzolo invece deriverebbe dal cognome di una famiglia di origini normanna cui Casale Busith venne assegnato nel 1563 da Carlo V. Il paesaggio è caratterizzato da coltivazioni a vigneto, seminativi, oliveti e mandorleti. Negli ultimi anni alcune aziende agricole hanno ripristinato l’antica coltivazione di alcune varietà di grano (come il “Simeto” o la Tumminia) e della Cicerchia (un legume la cui produzione era scomparsa). Testimonianza emblematica sono i “bagghi” disseminati sul territorio, vere fortezze e a un tempo fattorie – residenza per allevatori e contadini. Nel territorio di Buseto assolutamente da vedere Baglio Murfi: un massiccio quadrilatero che racchiude un cortile interno, caratterizzato da un elemento a torre, e dalla chiesetta. L’economia legata all’agricoltura e all’allevamento di bestiame rivive presso il “Museo della Civiltà Locale”, molto attivo l’artigianato locale con produzione di tappeti “ericini”. Buseto baricentrica rispetto a numerosi luoghi di interesse turistico, è meta per l’agriturismo di qualità: negli ultimi anni sono sorte numerose strutture ricettive, alberghiere ed extralberghiere, nonché della ristorazione. I prodotti tipici della campagna, l’enogastronomia e la cucina di tipo popolare sono richiamo per chi ama i buoni sapori di un tempo. Se si vuole gustare la vera cucina contadina dell’agro ericino allora Buseto è il luogo giusto. Buseto dista pochi chilometri da Trapani, dallo splendido Borgo medievale di Erice, dalla costa di San Vito e Macari, dalla affascinante Segesta. Appena fuori del centro abitato c’è il Bosco di Arcodaci, dal toponimo di origine bizantina, volgarizzato nel siciliano Scorace: sentieri naturalistici attraversano oltre 750 ettari di verde in cui si trovano sugheri, pini, cipressi, lecci, querce, cespugli di erbe aromatiche, rare varietà di funghi, come il porcino nero di Scorace e frutti di bosco come il corbezzolo, il mirto, le more selvatiche.

ph: Comune di Buseto Palizzolo