Il mercato del pesce. Passeggiata a ritmo dell’abbanniata

«Passeggiando per il centro storico di Trapani si è sempre obbligati ad arrivare alla parte più stretta della penisola su cui sorge la città. Qui si trova il porto da pesca, protetto dal Castello della Colombaia e, nascosto da un paio di tortuose viuzze, l’antico Mercato del Pesce. Si tratta di un posto incredibile, non tanto per i prodotti in vendita ma per la quantità di personaggi pittoreschi che si incontrano. Marinai dalle mani enormi e dalla pelle abbronzata sono seduti a riparare le reti da pesca, mentre i venditori mettono il pesce all’asta, in un siciliano strettissimo». Ci piace riportare, senza alcuna modifica, la descrizione, reperita in un blog, di una turista anonima, se si esclude il nickname: Serviajera (http://www.minube.it/posto-preferito/mercato-del-pesce-di-trapani-a32531). Una esposizione che coglie il valore “umano”, prima che commerciale, del nostro mercato ittico, la cui descrizione non può essere affidata solo ai colori, agli odori, ai suoni e all’insieme di essi, quasi stordenti, ammalianti. Domina, ancor oggi, nel mercato ittico di Trapani e tra le sue bancarelle, quella componente, impossibile da descrivere se non genericamente con la locuzione “varia umanità”, che probabilmente vi è in ogni mercato come ha saputo immortalare Renato Guttuso nel suo quadro “la vucciria” (mercato dell’omonimo quartiere di Palermo) divenuto il topos artistico di ogni mercato mediterraneo. Le mani grosse, forti e abbronzate, sono spesso le stesse che traggono dal mare il pesce, diverso in ogni stagione, sempre freschissimo. Il siciliano strettissimo cui si fa riferimento altro non è che l’abbanniata, vera colonna sonora di ogni mercato che si rispetti. Abbanniare in dialetto è l’atto di “pubblicizzare” di rendere nota la tipologia e la qualità delle merci. Non è l’elencazione sterile del tipo di pesce ma, di più, è insieme comunicazione ufficiale (che annuncia la stagione di vendita di un pesce), pubblicità (ne decanta la qualità), informazione (ne annuncia il prezzo). Sovente l’abbanniata assume un ritmo cantilenante, quasi musicale. Ogni banco è un quadro da immortalare, ogni commerciante, ogni pescatore un ritratto da fotografare. Le foto da sole però non bastano se non si conserva nella memoria l’odore, il colore del pesce che è protagonista, insieme agli uomini del mercato ittico. Visita consigliata tra le 7 e le 9 del mattino. E non dimenticate di comprare il pesce.

di fabio Pace