ITINERARI ENOLOGICI

di Jana Cardinale

La radicata tradizione enogastronomica ha reso famosi Marsala e il suo vino in tutto il mondo. I vigneti e gli stabilimenti vinicoli sono un punto di forza della città ed è possibile visitare regolarmente le diverse cantine del territorio che aprono le porte ai visitatori in occasioni sempre più frequenti. Tra le case vinicole più disponibili, ad esempio, le storiche Cantine Florio, le Cantine Pellegrino o l’azienda Donnafugata. La produzione del vino su scala industriale fu introdotta in città nel 1773 dall’inglese John Woodhouse. Sono molti gli stabilimenti importanti tra cui, oltre alle aziende appena citate, anche le Cantine Martinez, Rallo, Mineo, Alagna, Caruso e Minini, Baglio Oro. E numerose sono anche le cantine modernissime, tra cui Alcesti, De Bartoli, Fina, Vinci, Birgi, Mothia e Paolini. Tutte cantine marsalesi famose per la produzione di vini, non solo da dessert, ma anche bianchi e rossi di alta qualità. Le Cantine in città sono dei veri e propri musei, che sanno intrattenere i visitatori nel corso delle visite guidate con il fascino della scoperta di un mondo sempre in evoluzione, ricco di storia ma proiettato verso il futuro. Innumerevoli, ormai, gli eventi organizzati all’interno dei loro spazi: presentazioni di libri, convegni, spettacoli teatrali, sfilate di moda, eventi enogastronomici con chef pluripremiati e, in alcuni casi, persino banchetti di nozze, moda che sta dilagando grazie alla particolare location che incuriosisce gli ospiti. Gustare un bicchiere di un buon Marsala, nella sua città di produzione, è come assaporare l’essenza stessa di questi luoghi, del sole e della terra che l’hanno creato, dei secoli e delle tradizioni da cui è stato custodito, della passione degli uomini che l’hanno fatto diventare grande. I luoghi più significativi della storia e dell’attuale produzione del Marsala, in città, sono ormai un punto di riferimento per gli appassionati, che giungono da ogni dove per conoscere i misteri di un’arte. Il disciplinare di produzione del Marsala ammette circa trenta uve, tra bianche e rosse dalle quali si ricavano dieci tipologie diverse di vino Marsala, suddivise per colore o residuo zuccherino. Nel Marsala, al contrario che in altri vini, si ricerca l’ossidazione, ed è un prodotto che vive delle ricette di famiglia per creare la “mistella”, la soluzione di mosto d’uva tardiva e acquavite che si aggiunge ai vini cosiddetti “conciati”. È possibile visitare, su prenotazione, le cantine storiche delle aziende sopra menzionate e, sparsi per le campagne, i numerosi i bagli, tra cui il Baglio Biesina, degli inizi del ‘900, al cui interno è stato realizzato il museo etno-antropologico della Civiltà Contadina, organizzato secondo “cicli” che illustrano le diverse attività produttive della vita rurale e tutto ciò che concerne la produzione di vino, olio e prodotti caseari. Il baglio conserva una cantina destinata all’invecchiamento del vino più pregiato, con il metodo Soleras.