LA MAGIA DELLO STAGNONE

IN GITA TRA NATURA E ARCHEOLOGIA

di Jana Cardinale

La Riserva della Laguna dello Stagnone è un luogo magico, fuori dal tempo, disegnato in un paesaggio naturale suggestivo, mozzafiato, di rara bellezza per i suoi colori, i profumi, per i ritmi lenti delle onde del mare che seguono il respiro della natura, per le emozioni che suscitano i tramonti, per le sue bianche saline con i mulini a vento. Per la sua storia. La Riserva prende il nome dallo “Stagnone”, una laguna che si estende da Punta Alga fino a San Teodoro e che comprende anche quattro isole: Mozia, Isola Grande (o Lunga), Schola e Santa Maria. È la più vasta della Sicilia e si estende dal litorale nord di Marsala, che guarda l’arcipelago delle Egadi, fino alla città di Trapani. Nell’antichità, in particolare in epoca fenicia, l’area era strategicamente importante per la presenza di Mozia, influente e sicuro centro commerciale fenicio per gli scambi tra Oriente e Occidente. Con la conquista romana rimase nel silenzio fino alle soglie dell’età moderna e tornò ad avere una funzione importante ai tempi della dominazione spagnola, nel XV secolo, quando lungo il suo litorale furono costruite le saline e si incrementò l’attività della pesca. Le saline sono ancora oggi una delle peculiarità dello Stagnone, come gli imponenti mulini a vento utilizzati per il pompaggio dell’acqua e la macinazione del sale. Tra le caratteristiche che rendono unica la Riserva c’è anche la presenza di numerose specie di pesci (orate, spigole, triglie, anguille, saraghi, seppie, polpi, crostacei ecc…) e lo Stagnone è senza ombra di dubbio anche un piccolo paradiso per gli appassionati di ornitologia: in determinati periodi dell’anno diverse specie di uccelli migratori – cavalieri d’Italia, anatre selvatiche, aironi e fenicotteri bianchi o rosa – vi nidificano o sostano durante le loro migrazioni. In questo paradiso, amato dagli abitanti del territorio e meta di turisti, hanno messo radici giovani operatori turistici marsalesi che vi si dedicano, senza risparmiare energie, organizzando gite in Laguna con spiegazione multilingue in barca, gli aperitivi al tramonto, i set per ogni programma televisivo (non invasivo e rigorosamente “sostenibile”) che lo richieda. Lo Stagnone è stato inserito tra le mete selezionate dalla Costa Crociere da suggerire ai crocieristi. Alle iniziative turistiche si affianca il progetto, sempre condotto da privati, per un mare più pulito: si tratta di un battello spazzamare, oltre che antincendio e soccorso, con un sistema in grado di recuperare i rifiuti galleggianti mentre l’imbarcazione naviga a due, tre nodi di velocità. Delle quattro isole dello Stagnone l’unica su cui è possibile sbarcare per visitarla è Mothia, un antico insediamento fenicio. Gli scavi, dal 1906 al 1929, consegnarono le vestigia archeologiche come ancora oggi le vediamo: il santuario fenicio-punico del Cappiddazzu, parte della necropoli arcaica, la cosiddetta Casa dei Mosaici, le zone di Porta Nord e di Porta Sud e della Casermetta, l’area del tophet. Quest’ultimo un santuario a cielo aperto deputato ai sacrifici umani rituali.