LA MONTAGNA NEL MARE

HIERA, ISOLA SACRA

di Mario Torrente

Colpisce, sbarcati nel porticciolo dello “scalo nuovo” di Marettimo, l’imponenza della montagna che sovrasta il paese e che abbraccia, con il suo “mantello” verde, il bianco delle case di quello che fu un piccolo villaggio di pescatori e marinai. I “marettimari” hanno navigato gli oceani, per pescare o a bordo di grandi mercatili, sempre portando nel cuore la loro isola. Marettimo, regno di pace e quiete, dove la salsedine diventa un tutt’uno con l’aria salubre della montagna, a poco più di venti miglia dalla costa trapanese. Isola dai mille colori e odori: da quello del mare, agli aromi che giungono dalle cucine delle case, con quel pesce sempre fresco, appena cucinato, che diventa estasi per i sensi. Un viaggio nei profumi che continua percorrendo i tanti sentieri che permettono di esplorare l’isola: dal Castello di Punta Troia a pizzo Falcone. Con i suoi 686 metri la cima più alta di questa montagna silenziosa, che regala panorami mozzafiato sul blu del mare. Tanti i luoghi particolari: le “case romane”, con l’antica chiesetta bizantina; la “Carcaredda”; il “semaforo”, per proseguire nel versante di Ponente e raggiungere il faro di Punta Libeccio, proprio sopra “cala nera”. Verso Sud ci si può spingere a punta Basano, guardando sul mare del “finocchio marino”, con le prospettive sul centro abitato e lo sfondo del castello di punta Troia. Uno dei simboli dell’isola. Il viaggio per i sentieri di Marettimo permette di scoprire, sempre procedendo a piedi, anche il lato Nord, costeggiando il litorale per raggiungere punta Mugnone, con la bellissima cala bianca. Un trekking unico, con il sottofondo delle onde che s’infrangono sugli scogli sottostanti, che regala un tuffo in una natura incontaminata che qui ha resistito alla modernità, grazie ai marettimari che sono riusciti a custodire e preservare quella che anticamente era chiamata “Hiera”: l’isola sacra. Camminando tra i suoi boschi, esplorando le sue calette o le grotte si ha davvero la sensazione di toccare con mano qualcosa di divino e magico. Un toccasana per il corpo e la mente, con quelle acque cristalline che regalano tuffi e immersioni indimenticabili. Da fare il giro dell’isola in barca, alla scoperta di calette e grotte, come quella del cammello, anticamente frequentata dalla rara foca monaca, di recente tornata a vivere nel mare delle Egadi. Tesori di Marettimo sono anche: la grotta del presepe, dove nella roccia madre natura ha scolpito le forme della natività; la grotta bombarda, con la sua “mitra del papa” e il caratteristico boato, che le ha attribuito il nome, che esce da un foro nella roccia. Suoni che arrivano anche dalla grotta del tuono, proprio sotto il castello di punta Troia, da dove rimbomba il mare quando soffiano forte Tramontana e Maestrale. Spettacolare la costa che ricade nella zona “A” della Riserva marina, come il tratto delle “barranchi”, pareti rocciose che dal litorale svettano verso il cielo, ricordando tanto le dolomiti, ma sul blu del mare.
Un paradiso tutto da scoprire per gli amanti del mare e della montagna.

ph. Mario Torrente