LE GROTTE MANGIAPANE E IL PRESEPE VIVENTE

di Francesca Adragna

Un incantevole sito che ci trascina nel passato è quello su Monte Cofano. Si tratta di una teoria di grotte risalenti al Paleolitico superiore che, verosimilmente, non fu mai abbandonata nel corso dei secoli e che conserva tracce dell’evoluzione umana fino al secolo scorso. Qui, infatti, nelle stesse grotte in cui sono stati trovati reperti preistorici, c’è un minuscolo borgo contadino che fu certamente abitato fino alla prima metà del ‘900. Gli ultimi abitanti appartenevano tutti alla famiglia Mangiapane da cui la grotta prende il nome. Suggestivo che la graduale evoluzione delle grotte in dimore più confortevoli, non ha minimamente intaccato la naturale bellezza del luogo, conservando nell’uso dei materiali edilizi, l’equilibrio tra geometrie, colori e natura. Le grotte Mangiapane si trasformano, nel periodo natalizio, nella scenografia di un accuratissimo presepe vivente. Un percorso attentamente studiato, conduce il visitatore lungo vialetti e trazzere in cui 300 figuranti inscenano gli antichi mestieri: nelle stanzette donne dedite al ricamo, davanti ai vasconi di pietra fanciulle che lavano i panni, l’arrotino, i pescatori che sarciscono le reti, il “camiature” che si dedica al forno in pietra, contadini che trainano muli intorno alla vecchia mola, animali da cortile sull’aia… e quando si giunge in fondo al percorso, nell’ultima grotta, il tepore della scena della natività tra balle di fieno e luci soffuse.