PASSEGGIATA A TRAPANI

COSA VEDERE IN POCO MENO DI 4 ORE (DI TUTTO UN PO’)

di Francesca Adragna

Caro viaggiatore, in un modo o nell’altro, sei arrivato a Trapani. Un pullman t’ha lasciato al porto, o forse sei sceso da una nave da crociera; hai appena lasciato le Egadi o Pantelleria, ma c’è ancora qualche ora prima del tuo volo e ti ritrovi sulla banchina. La prima cosa che noti è una villetta con una piccola torretta, in stile liberty. È la Casina delle Palme, lo Chalet, originariamente un punto in cui godere l’ombra delle palme e il panorama sul porto, costruito nei primi del ‘900. Il palco fu eretto dopo, per intrattenere nelle serate estive gli avventori del piccolo chiosco di gelati e bevande. E se ci addentrassimo per le vie del centro, per ingannare un po’ il tempo? Sulla via Torrearsa, che costeggia il fianco destro della Casina delle Palme, si aprono le opulente vetrine di boutique e negozi; poco dopo Piazza Sant’Agostino, dove sorge l’omonima chiesa e fu eretta nel 1342 la fontana dedicata al dio Saturno, protettore di Trapani in era pagana, si apre corso Vittorio: la via del passeggio su cui si affacciano palazzi barocchi e la cattedrale dedicata a San Lorenzo. Un tempo si chiamava Rua Grande e fu aperta nel 1614 quando ai gesuiti fu permesso di costruire la Chiesa del Collegio le cui pareti interne sono decorate da marmi e stucchi e che custodisce una preziosa immagine di sant’Ignazio da Loyola e un’icona dell’Immacolata scolpita nel 1766. Il Palazzo Cavarretta, palazzo senatorio eretto nel 1672, oggi sede municipale, rappresenta egregiamente il barocco siciliano e fu costruito sull’antica Loggia dei Pisani, uno dei punti dei commerci della città portuale. È strutturato su tre ordini e sormontato da un orologio e un datario immediatamente sulle statue della Madonna di Trapani, di San Giovanni Battista e di sant’Alberto nostro patrono. Lasciandoci questo alle spalle, potremmo proseguire in fondo alla via Torrearsa sino alla “Chiazza” l’antico mercato del pesce tra i cui portici, fino a pochi anni fa, si aggiravano comari, governanti e nonne in cerca dell’idea da mettere in tavola. Il mercato vivacizzava le mattine del centro storico di profumi mediterranei e vocii di pescivendoli, affacciato sul tirreno e separato dalle pendici di monte Erice da una baia blu, un affresco vivente carico di aromi e baciato dalla luce più intensa che si sia mai vista. Piegando sulla sinistra percorreremo le vecchie mura di Tramontana che cingevano la città; passando per il bastione ci potremmo lasciare affascinare dalla spiaggetta di porta Ossuna, una delle 11 porte che si aprivano sulle mura di cinta. A largo delle Sirene, pervasi dal profumo del mare, accarezzati dalle sue brezze potremmo fare una gustosissima pausa gelato, per poi proseguire verso la chiesa di santo Liberale e raggiungere infine l’ultimo baluardo occidentale della città: Torre di Ligny. La torre che, come altre, appartiene alle postazioni d’avvistamento sulle coste, era intesa alla difesa dalle incursione saracene e con le altre torri comunicava con segnali di fumo, con la luce e con le fiaccole al buio. Tanta storia e tanta vita, su uno scenario sempre affascinante che alterna giornate in cui il mare ci si spiana davanti lucido tanto da far specchiare le cupole arabeggianti e i pendii di Erice, a giornate di onde spumose che si rifrangono su una fila ordinata di scogli protesa sul mediterraneo.