SAN VITO LO CAPO, OLTRE AL MARE C’È DI PIÙ…

di Flavia Fodale

Alle falde di Monte Monaco, massiccio roccioso il cui nome deriva dalla singolare forma della roccia che ricorda quella di un monaco in ginocchio a mani giunte, sorge il paese di San Vito Lo Capo. Conosciuto in tutto il mondo per il festival internazione del Cous Cous e rinomato per la sua spiaggia dorata e il mare cristallino, San Vito Lo Capo presenta diversi punti di interesse per gli amanti del turismo balneare e non. Ricca di storia, miti e leggende, si narra che il Santo Martire Vito, partendo da Mazara, vi sbarcò per sfuggire alle persecuzioni dell’imperatore romano Diocleziano e che lì rimase per diversi anni insieme alla sua nutrice, Santa Crescenzia. Successivamente, in segno di devozione, gli abitanti del paese edificarono un santuario fortezza attorno al quale si sviluppò il primo nucleo abitativo e che, tutt’oggi, rappresenta il cuore pulsante del borgo marinaro. Riconducibile a Santa Crescenzia, invece, è la piccola e affascinante cappella risalente al XVI secolo che troviamo alle porte del paese, poco dopo il maestoso Golfo di Macari, nel luogo esatto in cui – secondo la leggenda – la Santa si trasformò in pietra. Poco distante, inoltre, è possibile raggiungere una delle torri di vedetta che, edificate per contrastare l’incursione dei pirati saraceni, rappresenta un luogo privilegiato per godere dei tramonti e dei colori mozzafiato della baia. Un altro simbolo del paese è sicuramente il faro. Costruito durante la dominazione borbonica a metà dell’800, è raggiungibile piacevolmente a piedi o in bicicletta. Il faro, tra i più importanti dell’isola, si erge come un imponente gigante di 43 metri e, col suo fascio di luce bianca intermittente, illumina le brulle montagne circostanti e il buio orizzonte del mare, segnalando ai naviganti la secca rocciosa e i pericolosi scogli appuntiti che si dipanano da esso. Sparse per l’intera provincia di Trapani, le antiche tonnare raccontano una tradizione economica, produttiva e commerciale che caratterizzò il territorio fino alla seconda metà del ‘900; una di queste la troviamo a soli 3 km dal paese di San Vito Lo Capo ed è una tappa obbligata per tutti coloro che desiderano approfondire la conoscenza della zona e approfittare di un tuffo rinfrescante lontano dall’affollata spiaggia corallina. La Tonnara del Secco, infatti, è un luogo ricco di storia e di fascino in cui è possibile ammirare anche delle antiche vasche per la lavorazione del pesce risalenti al IV secolo a.C.
Dulcis in fundo, la Riserva Naturale Orientata dello Zingaro – la prima riserva protetta istituita in Sicilia. Meta prediletta per coloro che amano il trekking e le passeggiate all’aria aperta, la riserva si estende lungo la costa occidentale che conduce da San Vito a Castellammare del Golfo. Luogo unico e incontaminato, i sentieri guidano il visitatore alla scoperta della flora e della fauna mediterranea, delle splendide calette e dei musei che si trovano al suo interno. San Vito Lo Capo, dunque, rappresenta una meta ricca e variegata non solo per la bellezza della sua costa, per i profumi e i sapori del suo buon cibo e per il suo mare caraibico ma, anche, per la particolarità di un vasto territorio che racchiude in sé la storia e le tradizioni di un tempo che, seppur distanti, sono ancora vive e vivide tra noi.