TRA I SENTIERI DI ERICE. TREKKING PER TUTTI

di Mario Torrente

A un tiro di schioppo dal centro abitato di Erice, tra i sentieri che costeggiano le millenarie mura che cingono la cittadina che fu della dea Venere, chiunque può concedersi una passeggiata in montagna tra natura, storia e panorami mozzafiato sul mare. Un paradiso per gli amanti del trekking dove ogni angolo pulsa di mito e leggenda e rifulge di quell’aura che rende il borgo medievale uno dei luoghi di Sicilia più affascinanti. Percorrendo i sentieri ericini è possibile immergersi in un’oasi ambientale fatta di colori, ombre, riflessi, odori inebrianti e squarci luminosi sul golfo di Bonagia e monte Cofano.
Il percorso inizia in paese e si snoda lungo il suo perimetro esterno. L’ingresso “ufficiale”, indicato anche con il linguaggio Braille, si trova proprio davanti al duomo di Erice. Da qui si prende il sentiero che porta a un ponticello in legno, che sembra catapultare i visitatori in un avventuroso percorso di montagna: in realtà siamo ancora nel centro abitato. Il sentiero costeggia la cinta muraria, passando per porta Carmine e porta Spada, oltre che in diversi punti dove echeggiano le mille storie ericine, come quella del “piede del diavolo”, un’orma rimasta impressa sulle mura elimo puniche. La leggenda narra che questo solco venne lasciato da un satanasso mentre scappava da Erice preso a bastonate da San Cristoforo dopo che aveva rubato il manto di velluto della Madonna della vicina chiesa di Sant’Orsola. Nei pressi di porta Spada si aprì un varco che permise al diavolo di tornare all’inferno dandosi la spinta proprio poggiando il piede sulle mura ciclopiche, dove impresse la sua orma. Scendendo per il sentiero si finisce in un’incantevole “veranda” sull’agro ericino fino ad arrivare al Quartiere Spagnolo. Un luogo carico di storia. Quando scende la nebbia sembra davvero di ritrovarsi in chissà quale epoca, magari con il fantasma del soldato spagnolo “Berretta rossa” e altri spettri del passato che popolano le leggende ericine. Siamo sotto le antichissime chiese medievali di Sant’Antonio e Sant’Orsola. Risalendo verso il Quartiere Spagnolo, è possibile rientrare in paese dalla via Apollonis o proseguire l’escursione nel sentiero CAI di porta Castellammare, scendendo lungo il versante dei Runzi e fare tappa nella chiesa di Sant’Ippolito, a 490 metri di altezza, con un panorama tra cielo e mare sul golfo di Bonagia. Da questo punto è possibile intraprendere vari itinerari: scendere a Valderice o risalire verso la chiesa rupestre di Santa Maria Maggiore per tornare a porta Spada, oppure continuare la discesa verso l’area attrezzata di San Matteo, arrivando fino al mare di Bonagia, o rientrare ad Erice dalla Torretta Pepoli, nei giardini del Balio. E ancora, è possibile muoversi sotto il costone roccioso del Castello di Venere e proseguire nel sentiero di Sant’Anna. Scendendo a Trapani da Martogna o ritrovandosi nuovamente a Erice nel piazzale antistante la Matrice. Insomma, la scelta è variegata e chiunque, anche il meno esperto, può vivere un’escursione unica tra natura, storia e leggenda.

ph. Mario Torrente