TUTTI I MODI DI MANGIARE IL GELATO

MAI, MAI, MAI A PALLINE SUL CONO

di Francesca Adragna

Il gelato è una prelibatezza rivendicata da più d’una regione italiana. La Toscana, la Sicilia, la Campania e il Veneto: tutti a cercar d’accaparrarsi questa pregevole capacità inventiva. Indagando, un po’ come s’è fatto per la pizza, si scoprirà che pur di gustare qualcosa di nuovo, pure l’uomo del paleolitico era in grado di prepararsi una coppa di gelato. Alla fine dei conti sapere chi lo abbia inventato e quando, ha un’importanza relativa: a chiunque sia stato, vanno i nostri più sentiti ringraziamenti!
Ognuno ha una preferenza di gusto del gelato cui difficilmente resiste anche dopo aver indagato con attenzione tutti i colorati pozzetti del banco frigo e ciascuno preferisce la versione di quel gusto di una specifica gelateria, ma quel che più conta è il modo in cui il gelato è servito. Tutte le gelaterie, specialmente quelle nelle località turistiche, nei salotti del passeggio, s’industriano per allestire coppe sontuose e accattivanti, ma per dirla tutta, qui da noi quello che conta è la sostanza e non certo l’apparenza. Va detto anzitutto, che a Trapani il gelato non si serve a palline. Le palline limiterebbero la generosità del gelataio e l’apprezzabilità della vellutata scioglievolezza! A Trapani il gelato si serve a vere e proprie “cazzolate” (palettate) che ne preservano per altro l’aspetto ondoso. Va aggiunto poi che, a seconda del “pititto” (appetito) o dello “spinno” (desiderio), si può scegliere se averlo in coppetta, la qualcosa fa immediatamente pensare a una dieta o a un fioretto; su cono semplice o su cono biscottato e in questo caso molto dipende dal gusto personale poiché le fragranze dei due coni sono diverse: il cono semplice, friabile, assorbe in parte il gusto del gelato e si ammorbidisce, mentre il cono biscottato resta croccante; infine, per chi avesse un sano appetito e non nutrisse sensi di colpa, il gelato va gustato nella “brioscia”. La “brioscia”, non ha nulla a che vedere con le brioches continentali che sono quelle che noi chiamiamo cornetti e che mangiamo solo ed esclusivamente a colazione; è un soffice impasto infornato, dolce e tondo, che viene aperto ad angolo piatto per ricevere le sue “cazzolate” di gelato. In primavera, quando si cominciano a sentire i profumi dei fiori, alla brioscia con gelato vanno assolutamente aggiunte: panna montata e fragoline di bosco; in estate quando l’afa ci fa sentire spossati, noi trapanesi scegliamo il fresco e profumato gusto del gelato al gelsomino che ci proietta immediatamente tra fresche brezze marine. Il vero trionfo di gola resta però il “caldo freddo” questo viene servito in una piccola “mafararda”, simile a quelle in cui si serve il cuscusu ma di dimensioni ridotte; in fondo alla coppa va adagiato un savoiardo imbevuto di liquore e su questo, disposti a strati, gelato, panna montata, e cioccolato fondente fuso. Al primo affondo di cucchiaino, parte il senso di colpa nei confronti di tutto e di tutti: parenti lontani, crisi economica mondiale, inquinamento, dietologo e analista, ma al secondo affondo, saranno spariti tutti.
Ve ne sarete dimenticati.