«33 CUNTI»

di Emilio Milana
Margàna Edizioni
8 euro

di Fabio Pace
Già pubblicato dall’indimenticato editore trapanese, Salvatore “Licchia” Coppola”, la dinamica casa editrice Margàna, pure essa trapanese, ripropone alle stampe «33 cunti» di Emilio Milana. È una raccolta di “cunti” cioè il racconto nella sua espressione più popolare che affonda le radici nella figura del “cuntastorie” che muovendo di paese in paese narrava la realtà ammantandola della fantasia e rendendola, forse per questo, più comprensibile. Il libro reca l’elegante postfazione di Renato Lo Schiavo, docente di letteratura italiana, latino e greco presso il Liceo Classico Ximenes di Trapani. L’autore classe 1945, egadino. ingegnere, velista, sommelier, che vive a Bologna con la sua terra nel cuore, chiede retoricamente all’amico Lo Schiavo: «Ma tu ci pensi, che oggi nessuno più ha voglia di inventare né di imparare i cunti e che l’unico grande cuntastorie rimasto in servizio permanente effettivo è la televisione? […] con la sua etica manovrata dal potere, con la sua verità veicolata dai suoi falsi sofisti di turno […]. Sapresti farmi capire perché?». «Da bravo esegeta testuale per professione – si risponde e ci risponde Lo Schiavo -, avendo inquadrato l’affermazione di Milana nel campo del “rammarico”, la prima spiegazione che mi darei è quella del filopassatismo: com’era bello una volta, quando eravamo tutti più semplici, più buoni, più genuini…». Ecco, «33 cunti» ci racconta una Sicilia genuina, come amiamo ricordarla e come vorremmo che fosse, ma…