BUSETO PALIZZOLO

IDENTITÁ SECOLARE
Buseto al centro dell’agro ericino

Buseto Palizzolo è tra i comuni in cui è fortemente riconoscibile l’identità di comunità agricola. A partire dalla sua urbanistica, con le abitazioni distribuite su sette rilievi, collegati da strade che si sviluppano ancor oggi tra campi e orti. Persino la sua fondazione è legata alle attività agricole delle valli ericine. La derivazione del nome sarebbe araba, sebbene di radice incerta. Il toponimo Busith appare menzionato per la prima volta, con altri casali di origine araba, nel Privilegium di Federico II di Svevia del 1241, una sorta di carta costitutiva dei territori di pertinenza del regnante che veniva dato in concessione abitativa. Palizzolo è invece il cognome, probabilmente italianizzato, di una famiglia di origine normanna. Il nucleo medievale divenne centro abitato nel XVII secolo e a quegli anni risale la fondazione della Chiesa Madre, inizialmente come cappella campestre eretta da Nicolò Gervasi, un benestante massaro. Solo negli anni successivi, a seguito di una vera esplosione demografica nell’800, il luogo di culto agreste divenne ciò che è la chiesa madre di oggi, attraverso una serie di trasformazioni e ampliamenti per opera del clero, la cui influenza economica e sociale fu massima: un tempio di stile neoclassico dedicato oggi alla Madonna del Carmelo, celebrata con una processione notturna con fiaccolata il 16 luglio. A Buseto è ancora radicata, sia nelle famiglie, sia nelle attività di ristorazione, la gastronomia contadina. Le busiate, tipica pasta fresca, trovano declinazione con ogni condimento e sugo: vengono celebrate con una grande festa nell’ultimo fine settimana di luglio 26, 27 e 28. Terra generosa, quella busetana, che vede ancora ampie distese di grano e tra questi i grani antichi e autoctoni della nostra terra, le cui farine hanno proprietà e sapori che caratterizzano la panificazione e ogni altro uso in cucina. In questa cornice agreste nasce la Sagra del Grano, celebrata a Tangi dall’ultimo fine settimana di giugno a tutta la prima settimana di luglio. Dal vicino Bosco di Scorace, o Arcudaci come meglio recita l’antico toponimo, arrivano i succulenti funghi porcini che animano ad ottobre l’iniziativa ad essi dedicata. Il bosco, al di là dei punti strategici per la raccolta dei funghi, offre alcune splendide rocce adatte al bouldering, la scalata a mani nude, e sentieri per il trekking di ogni grado e difficoltà, con punti panoramici di particolare bellezza tra querce da sughero, pini, cipressi, eucalipti, lecci, roveti carichi di more. Dalla sommità della collina su cui si sviluppa il bosco si domina Segesta con il suo anfiteatro e il suo tempio sullo sfondo; il colle di Pianto Romano luogo di sepoltura dei garibaldini uccisi nella battaglia di Calatafimi. A nord c’è monte Sparagio, a mezza costa quasi del quale si arrocca il castello dei baroni di Bayda, e la visione del golfo di Castellammare. Buseto coniuga oggi la tradizione contadina con il moderno turismo esperienziale volto alla natura e all’agroalimentare di qualità. Tantissimi e pregiati gli agriturismi della zona, alcuni all’interno degli antichi bagli. Da visitare il museo della civiltà contadina, il cui nucleo nacque spontaneamente negli anni ‘80 grazie ai ragazzi della locale scuola media, sviluppato e perfettamente mantenuto dalla Pro Loco.

COMUNE DI BUSETO PALIZZOLO:
Via Trapani, 1 – Tel:  +39 0923.852200
www.comunebusetopalizzolo.gov.it

UFFICIO TURISTICO PRO LOCO – BUSETO PALIZZOLO
Via Palermo, 28 (Centro Enoturistico)
Tel: +39 0923.855184 / +39 339.5005528
www.prolocobuseto.it
prolocobuseto@gmail.com