I BAGLI DI BUSETO PALIZZOLO

TESTIMONI DI PIETRA
di Fabio Pace

I bagli sono i testimoni di pietra del passato di Buseto Palizzolo. Come i Moai dell’Isola di Pasqua, i bagli raccontano di una civiltà che non esiste più: la civiltà contadina. I bagli si ergono sulle colline, tracciano percorsi, presidiano valli, indicano fonti d’acqua, si guardano l’un l’altro da lontano, in un territorio che l’economia agricola, pur soggetta a grandi cambiamenti, ha restituito quasi integro dal punto di vista paesaggistico e naturalistico. Ce ne sono di antichissimi, con radici nel medioevo, altri bagli hanno poco più di 150 anni, si possono quasi considerare “moderni”. Tutti sono stati elemento centrale della civiltà contadina e della sua architettura sociale, radicalmente modificata dai cambiamenti storici del ‘900, con una accelerazione nel secondo dopoguerra. I Bagli erano residenze fattoria attorno ai quali si svolgevano le attività economiche legate alla terra e all’allevamento. I più antichi sono strutturati come delle fortezze, con un’unica porta di accesso alla corte interna e alte mura. Furono abitati da famiglie nobili, poi borghesi, da ricchi proprietari terrieri e insieme dai contadini, mezzadri o semplici affittuari di pezzi di latifondo. Il baglio era un microcosmo sufficiente a se stesso: depositi degli attrezzi, stalle, magazzini del grano e dei cereali, fienili, cantine con le botti e le giare dell’olio. In molti casi vi era adiacente la chiesetta o una cappella privata, dove il clero attendeva alle funzioni religiose e nel contempo esercitava controllo sociale ed economico (molte delle terre dell’agroericino erano beni di chiese e conventi). Le acque sorgive venivano convogliate nelle “gebbie”, vasche per uso irriguo, e negli “abbiviratura”, abbeveratoi per dissetare gli animali. Tutta la Sicilia reca queste testimonianze, con radicali differenze architettoniche tra Sicilia Occidentale, Centrale e Orientale. La particolarità di Buseto risiede nella conformazione del territorio che si può considerare l’epicentro dell’agroericino e della sua economia agricola. Andar per bagli, visitarli, scoprirne le architetture è una esperienza che arricchisce. La Pro Loco di Buseto è il punto di riferimento per acquisire le informazioni e per farsi guidare in un itinerario tra i bagli. Alcuni sono diruti e in abbandono, altri attendono ancora la loro funzione di centro di aziende agricole. Ne indichiamo solo alcuni che meritano di essere visitati. Il più famoso e più fotografato è senza dubbio Baglio Murfi, con il suo abbeveratoio, accessibile e semi-diroccato. Nelle stesse condizioni, accessibili ma diruti sono i bagli Ragoleo, Badia, Colli, Ricevuto, Coppola. Baglio Bombolone ha a pochi passi una rarissima colombaia struttura che ospitava i piccioni viaggiatori per scambiare i messaggi tra i presidi difensivi. Baglio Barone è accessibile e poco distante vi è l’ex mulino semi-diroccato. Sono adibiti a strutture ricettive o aziende agricole i Bagli Maranzano, Fontana, Ancona, Anello, Bonura, Menta, Parecchiata. Ognuno di questi bagli ha una storia da raccontare, ogni pietra parla. Ogni abitante di Buseto può raccontarvi la storia di alcuni di essi.

ph: Mariarosa Castiglione