La Provincia di Caltanissetta

La Terra dei Sicani

Il territorio provinciale di Caltanissetta è interamente ricompreso in quell’area della Sicilia centrale che in epoca antica fu abitata dai Sicani.

La Provincia di Caltanissetta - 1

La provincia comprende 22 comuni, il capoluogo, Caltanissetta, ebbe il suo massimo sviluppo industriale nell’800 grazie ai giacimenti di zolfo dell’hinterland, tanto che le fu data la denominazione di “capitale mondiale dello zolfo” e nel 1862 fu aperto il primo istituto minerario d’Italia. Nel secondo dopoguerra il settore entrò in crisi e oggi l’economia si base essenzialmente sul terziario.

Caltanissetta è ricca di chiese tra le quali il Duomo di Santa Maria La Nova, palazzi come Palazzo Moncada edificato nella prima metà del XVII secolo e che doveva essere uno dei più importanti palazzi signorili della Sicilia come dimostrano i pregiati fregi (antropomorfi e zoomorfi) dei balconi.

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Il Castello di Pietrarossa nei pressi di Caltanissetta, costruito su un insediamento Sicano fu un importante centro strategico, al suo interno si tenne il Governo dei Quattro Vicari. Poi nel 1567 una forte scossa di terremoto lo fece crollare e ad oggi rimangono visibili i resti delle due torri.

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Mussomeli dista quasi 60 Km da Caltanissetta. Qui si trova il Castello Manfredonico Chiaramontano di stile gotico-normanno, costruito su una precedente fortezza araba, che si innalza fino a 778 metri; finito di edificare 1370 da Manfredi di Chiaramonte. Da visitare per apprezzarne la posizione solitaria e strategica il suo mimetizzarsi nella roccia calcarea.

Terra di castelli Normanni la provincia di Caltanissetta tra i quali assolutamente da visitare i Castelli di Mazzarino (u cannune), sempre a Mazzarino i ruderi del Castello di Grassuliato, quello Svevo di Gela, il Castello di Butera, il Castello di Falconara.

Marianopoli è un centro agricolo a 720 metri dal livello del mare. Qui si trova un piccolo Museo, in un anonimo condominio, che però è una vera e propria perla da scoprire. Le sue teche ripercorrono la civiltà del territorio dalla preistoria all’età ellenistica con particolare riferimento ai due Siti Archeologici della città Monte Castellazzo e Balate-Valle Oscura. La bellezza delle ceramiche elleniche è sorprendente, sembrano appena uscite dalla fornace. La celeberrima mostra di Palazzo Grassi a Venezia, “I greci in Occidente”, allestita nel 1996, ospitò nelle sue prestigiose sale ben 600 pezzi provenienti dal museo di Marianopoli.

Gela, importante centro industriale della Sicilia, nonostante l’invadenza degli impianti petrolchimici, conserva la sua naturalità nella Riserva Naturale Orientata Biviere di Gela, un lago costiero d’acqua dolce realizzato grazie ad una bonifica seicentesca di un’area paludosa.

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La Gastronomia

Le prevalenti attività contadine caratterizzano anche la gastronomia. Tipico di tutti i paesi del nisseno è il Maccu di Fave con il finocchietto selvatico di montagna, da insaporire con un filo d’olio extravergine. I “cavateddi” è una pasta all’uovo di solito condita con sugo di pomodoro, con verdure, legumi freschi o funghi di “ferla”. La Umbriulata è una focaccia di pasta lievitata ripiena di salsiccia, olive nere, cipolla, pecorino grattugiato ed olio, tipica di Milena. Infine le fuate,pasta condita con sarde e fuate, fiori tipici della campagna nissena. Tra i vini tipici troneggia il Cerasuolo di Vittoria, affiancato dal Nero d’Avola e dal Tudia. Caltanissetta è inoltre la patria del notissimo Amaro Averna.

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