Favignana - Isole Egadi

Favignana lega il suo nome, indissolubilmente, alla famiglia Florio e all’industria del tonno, dalla pesca nelle tonnare alla trasformazione nello stabilimento che sull’isola rappresenta il più importante elemento architettonico, raro esempio di archeologia industriale oggi trasformato in museo etnoantropologico e luogo di cultura.

Ex stabilimento Florio
Ex stabilimento Florio

Altrettanto importante, anche se meno nota ai più, è l’attività estrattiva del tufo che ha dato per secoli lavoro agli isolani e milioni di metri cubi di materiali da costruzione per tutti gli insediamenti della costa, da Trapani a Marsala. I segni di questa attività sono ancora oggi ben visibili nelle cave dismesse dell’isola.

Cave di Favignana

Favignana capoluogo delle Egadi

Favignana è il centro amministrativo delle isole Egadi. L’arcipelago è composto dalle isole di Favignana, Levanzo Marettimo, Formica e Maraone. A pochi metri della costa favignanese, sul versante meridionale, vi sono poi tre isolotti, considerati poco più che scogli: Preveto, Galera e Galeotta.

Piazza di Favignana

Il nome dell’isola è una eredità dei romani: deriva dal latino favonius (favonio), vento caldo proveniente da ovest. I greci invece la chiamarono Aigousa (ricca di capre), da cui il latino Aegusa che diede nome all’arcipelago.

Favignana porto

Favignana è la più abitata delle Egadi ed anche la più estesa con i sui 19 chilometri quadrati e i sui 33 chilometri di coste. Ma proprio le coste oggi sono la ricchezza dell’isola. Ricche di cale, spiagge, insenature, rappresentano un vero paradiso per chi ama le vacanze al mare.

I Florio e Favignana

Saltiamo a piè pari la storia dell’isola che vide, come del resto tutta la Sicilia, diverse dominazioni: punici, romani, vandali, goti, saraceni, normanni. Questi ultimi avviarono le edificazioni militari, a cominciare dal forte San Giacomo e dal forte di Santa Caterina, il primo inglobato all’interno della casa di reclusione dell’isola, il secondo a dominare il porto e il paese in vetta all’omonimo monte (in realtà una collina).

Dagli spagnoli, Favignana passò, insieme all'intero arcipelago, ai nobili Pallavicini Rusconi di Genova, che con il titolo di marchesi esercitarono i primi diritti di pesca esclusiva nelle acque delle Egadi. La famiglia Florio nel 1841 affittò dai Pallavicini, poi acquisì a titolo definitivo le isole di Favignana e Formica e relativi diritti di pesca nel 1874.

Fu Ignazio Florio ad affidare all'architetto Giuseppe Damiani Almeyda l’ampliamento e la ristrutturazione della tonnara così come oggi la conosciamo e vediamo all’ingresso del porto. Nel complesso industriale, il primo del genere in Europa, fu inventato il metodo della bollitura e successiva conservazione del tonno sott'olio e inscatolamento, in luogo della antica conservazione in barili sotto sale. Non distante dalla tonnara l’architetto Almeyda progettò e realizzò in stile neogotico nella struttura esterna e liberty negli arredi interni, il palazzo Florio, residenza egusea di Vincenzo Jr e donna Franca Florio.

Le cave di Favignana

Pesca del tonno e attività estrattive si praticano sull’isola di Favignana, fin dai Romani. La pietra bianca di Favignana (impropriamente chiamato tufo, in realtà calcarenite) ha finito con il segnare non solo l’economia e la società egusea ma anche, e oggi possiamo dire soprattutto, il territorio.

La parte orientale di Favignana è ricca di queste cave, di fossati, forre e caverne, alcune delle quali oggi sono state trasformate in giardini, alcune connesse ad attività ricettive, altre in abitazioni, altre sono oggi visitabili e recano ancora i segni e le tracce del duro lavoro umano. Due i metodi di estrazione: a cielo aperto (a fossa) o a gallerie e pilastri. In località Scalo Cavallo è visitabile una cava a galleria; in località Settemine una a cielo aperto.

Giardino Ipogeo Favignana

Spiaggie e Cale di Favignana

Come dicevamo all’inizio le coste di Favignana sono oggi la ricchezza dell’isola. La spiaggia di Cala Rossa nel 2015 è stata premiata per essere la spiaggia più bella d'Italia secondo il sito SkyScanner.

Frequentatissima da bagnanti che la raggiungono via terra e da diportisti che vi si fermano, poiché è consentito l’ancoraggio, sia al fondo che alle boe. Si può scegliere tra spiagge di sabbia, ciottoli, scogli. In alcune cale sono presenti gli uni e gli altri. Gli accessi al mare più frequentati sono: Lido Burrone e la Spiaggia della Praia (sabbia); Cala Azzurra (spiaggia con scogli), Bue Marino, Grotta Perciata, Scivolo (scogliera); Preveto (ciottoli); Calamoni (scogliera e piccole spiagge); Marasolo (piccola spiaggia con scogli)

Il tonno rosso del Mediterraneo

A Favignana e Formica non si pratica più la mattanza dal 2007, tuttavia è ancora possibile gustare nei ristoranti dell’isola il tonno rosso del Mediterraneo.

Quello servito sulle tavole di Favignana dovrebbe provenire in massima parte della pesca con il metodo del “palangaro”, molto praticato dai pescherecci locali (quasi tutti della flotta marsalese).

L’altro metodo di pesca è quello della circuizione con le reti. In ogni caso, per un consumo consapevole del tonno rosso, è obbligo dei ristoratori esibire la documentazione di pesca che attesti la specie, il luogo e il metodo di cattura.

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