Marettimo e il  Castello di Punta Troia  

Il “Museo delle Carceri”

ll Castello di Punta Troia, edificato a strapiombo sul mare sull’omonimo promontorio dell’isola, è uno dei monumenti più antichi di Marettimo.

In questo sito, già nel IX secolo, i Saraceni costruirono una torre di avvistamento, coeva a quelle di Favignana e Levanzo, e successivamente nel XII secolo, Ruggero II, re normanno di Sicilia, fortificò le postazioni difensive delle Egadi tra le quali la torretta di Punta Troia. Fu solo nel 1600 che gli Spagnoli edificarono l’attuale castello, dotandolo di una grande cisterna per la raccolta dell’acqua e di una chiesetta che fu chiamata “Reale Chiesa Parrocchiale” di Marettimo.

Dagli stessi spagnoli, la cisterna, venne successivamente adibita a prigione. Dalla fine del ‘700 fu utilizzata dai Borboni come carcere per i reati politici. Nel 1803 vi fu rinchiuso Guglielmo Pepe, il più famoso dei patrioti della Repubblica Partenopea del 1799: visse orrende sofferenze in questa fossa senza luce né aria e ne raccontò nelle sue memorie. Dalla chiusura del carcere, nel 1844: il Castello di Punta Troia fu utilizzato a scopi militari fino all'ultima guerra.

Marettimo e il  Castello di Punta Troia   - 1

Il piano inferiore del castello è costituito da un solo ambiente e da una scalinata che conduce al piano superiore a cui si accede tramite un androne e uno stretto passaggio, chiuso da un cancello che conduce ad una piccola scalinata che porta ad un terrazzamento dove vi sono diverse stanze.

Dopo anni di degrado il castello di Punta Troia è stato restaurato e ospita nel suo interno il “Museo delle Carceri” e l’osservatorio della Foca Monaca dell’Area Marina Protetta delle Egadi.

Marettimo e il  Castello di Punta Troia   - 2

Il Castello che si trova a circa 115 metri di altezza è raggiungibile via mare tramite imbarcazioni, poi risalendo una ripidissima scalinata, o via terra percorrendo un erto sentiero.

Marettimo e il  Castello di Punta Troia   - 3

Da segnalare, ai romantici che andranno a visitare il Castello, la targa che ricorda il probabile passaggio nelle acque di Marettimo dell’Ammiraglio Horatio Nelson (che contribuì a soffocare la repubblica napoletana) e del suo sogno d’amore per Lady Emma Hamilton avventuriera inglese, di casa alla corte dei Borbone, ricordata per essere stata la sua amante.

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