La provincia di Messina

Il territorio della provincia di Messina si affaccia a nord sul Mar Tirreno e ad est sul Mar Ionio. È una delle province più vaste e con il più alto numero di comuni, ben 108, la gran parte dei quali distribuiti tra i monti Peloritani, “a coddha”, ovvero “il colle” nel dialetto messinese, e i Nebrodi.

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Il cammino dell'anima

Discretamente sviluppata la sentieristica che propone un “Cammino dell’Anima” che si snoda per 120 chilometri dal Santuario di Dinnammare di Messina al Santuario di Tindari passando dai comuni di Fiumedinisi, Mandanici, Antillo, Novara di Sicilia e Tripi. Un sentiero che offre panorami spettacolari lungo la Dorsale dei Peloritani, una strada militare (“regia trazzera”), conosciuta, probabilmente, anche in epoca romana.

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Parchi e riserve naturali

L’aspetto naturalistico della provincia di Messina è poco noto ma offre parchi e riserve che sono scrigno di bellezza e biodiversità: il Parco dei Nebrodi, 70 km di catena montuosa che racchiude da sola il 50% dei boschi di Sicilia; il Parco Fluviale dell’Alcantara, (Al Quantarah, il Ponte, in arabo) a cavallo fra le province di Catania e Messina, 40 km di sponde verdeggianti di gole laviche. E ancora la Riserva Naturale Bosco di Malabotta, la Riserva Naturale Laghetti di Marinello, la Riserva Naturale Fiumedinisi e Monte Scuderi.

Discorso a parte per le isole Eolie, la meta turistica più famosa e conosciuta della provincia. Un arcipelago di origine vulcanica in cui ciascuna isola è in sé una Riserva Naturale: Alicudi, Filicudi, Lipari, Panarea, Salina, Stromboli, Vulcano per le loro caratteristiche geofisiche, naturalistiche ed etnoantropologiche dal 2000 sono Patrimonio dell’Umanità.

I teatri greci

L’altro gioiello turistico della provincia di Messina, noto fin dai tempi del gran tour dei viaggiatori illuministi e romantici, è Taormina con il suo Teatro Greco-Romano, famosa anche per le sue spiagge, i grandi alberghi, le vie dello shopping, in tempi più recenti, per la movida lungo le località della costa fino a Naxos.

In tema di archeologia occorre segnalare l’area di Tindari, con il suo Teatro Greco rimaneggiato in epoca romana fino a giungere una capienza di circa 3000 posti.

Le ceramiche

A Patti, con scavi ancora in corso, c’è la Villa Romana e nel piccolo Antiquarium vi sono conservate le ceramiche fino ad oggi ritrovate. Che la zona fosse ricca di fornaci è nella logica delle cose.

La tradizione ceramica è giunta fino a noi: Santo Stefano di Camastra è noto per la produzione di ceramiche artistiche e di terrecotte. È con Caltagirone, Sciacca, Erice, e Burgio una delle capitali ceramiche della Sicilia.

Nel territorio di Acquedolci si trova la Grotta di San Teodoro dentro la quale sono state scoperte le più antiche sepolture paleolitiche siciliane.

Borghi e Castelli

In questo vasto territorio è possibile anche ammirare alcuni dei borghi più belli d’Italia: Brolo; Castelmola; Montalbano Elicona; Novara di Sicilia; San Marco d’Alunzio; Savoca.

Alla scoperta dei Castelli, da quelli normanni a quelli ottocenteschi, si può viaggiare lungo due itinerari: uno lungo la costa ionica, l’altro lungo la costa tirrenica.

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Le città

Messina, sede universitaria è una città portuale, scalo dei traghetti e meta di croceristi, famosa per il Duomo di epoca Normanna, ricca di chiese, palazzi, fontane monumentali come quelle di Orione e di Nettuno.

La Basilica Cattedrale protometropolitana di Santa Maria Assunta è un vero museo artistico architettonico e racchiude nella sua fabbrica un periodo che va dalla rifondazione del 1096, in epoca normanna, alla ricostruzione degli anni 20 dopo il terremoto del 1908.

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