Via Giudecca e il gioiello architettonico di Torre Ciambra

La strada degli ebrei a Trapani

Torre Ciambra e via Giudecca sono quel che rimane degli ebrei a Trapani dopo la prima diaspora del 1492, quando i trapanesi di origine e fede ebraica lasciarono il quartiere a seguito dell’editto di Ferdinando il Cattolico che, dopo la «reconquista» di Granada strappata ai mussulmani, decise di uniformare sotto un’unica religione il suo regno.

La seconda diaspora che videro Torre Ciambra e via Giudecca fu quella lenta della gente della «Jureca», così si chiamava in dialetto trapanese la strada, che, dopo il secondo conflitto mondiale, è stata costretta ad abbandonare progressivamente il quartiere per andare ad abitare le case popolari dei quartieri periferici di Cappuccinelli prima (anni ‘50) e di San Giuliano poi (anni ‘60 e ‘70).

Via Giudecca e il gioiello architettonico di Torre Ciambra - 1

La strada degli ebrei

Quasi un destino, quello della di Torre Ciambra e via Giudecca, quest’ultima una delle strade più antiche di Trapani. Di quel passato remoto sono rimasti la toponomastica, sulla via Giudecca si aprono la via degli Ebrei e la via Catito, e la stessa torre Ciambra (o della Giudecca), splendido edificio in stile plateresco del sec XVI.

Oggi di proprietà privata è destinato a civile abitazione e, purtroppo, è in precario stato di conservazione sebbene sia un monumento sottoposto a diversi vincoli architettonici e culturali (Casa e torre «Giudecca», via Giudecca, data notifica vincoli 1913, 1918, 1929, legge n. 364 del 1909).

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Una architettura particolare

Di Palazzo Ciambra sono di particolare interesse il bugnato ed i fregi murari che costituiscono l’originale paramento: immagini e figure, talune di ispirazione religiosa cristiana, probabilmente fatte realizzare dalla famiglia Ciambra, per dimostrare la propria adesione alla fede cattolica, ostentandone alcuni simboli.

Probabilmente la via Giudecca era l’asse vitale del quartiere ebraico. Benché non vi siano testimonianze storiche precise si ipotizza che poco distante dall’attuale torre Ciambra, a ridosso di via degli Ebrei, vi fossero la sinagoga, la scuola ebraica e l’ospedale. Tant’è che alcuni storici del passato chiamano il quartiere “l’ospedaletto” e con il toponimo di “spitalettu” veniva appellato il quartiere fino a metà dell’ottocento.

Via Giudecca è, in realtà, una toponomastica tardo ottocentesca che già all’epoca cercava di recuperare dalle nebbie del passato una memoria storica che rischiava di perdersi.

La festa delle luci

Nel recente passato nel quartiere è stata anche celebrata la Chanukkah, la festa delle Luci, una delle tante festività di liberazione di un popolo perseguitato da millenni. La celebrazione ha avuto solo valore simbolico e non certamente religioso: una citazione per accendere le luci sul quartiere. Ma mentre degli ebrei non vi è più traccia, la via della Giudecca è forse rimasta una delle poche strade autenticamente trapanesi.

Una strada ancora viva

Torre Ciambra e via Giudecca hanno una propria vitalità e residuali attività economiche e commerciali, con alcuni riferimenti per i turisti: la pasticceria dei fratelli Renda, una macelleria di carni locali, un antiquario, e la rinomata Cantina siciliana.

Per chi ama l’architettura: nei vicoli attorno alla Giudecca ed al Catito, è ancora possibile vedere la tipica “scala alla trapanese,” realizzata in pietra con sottomesso lavatoio. Strutture del tutto simili sono rintracciabili in tutta l’area mediterranea che ha visto la presenza degli ebrei prima della grande diaspora del 1492 e ve ne sono ancora perfino nella antica Gerusalemme.

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