LE EGADI COME UN ORTO BOTANICO

di Giusy Lombardo

Timo e rosmarino sono erbe aromatiche spontanee che caratterizzano la cucina delle isole Egadi. Il timo, secondo alcuni, avrebbe influito nel nome della moderna Marettimo, ma si tratta solo di una assonanza fuorviante sulla quale è stata costruita una falsa leggenda.  Origano e alloro, pure intensamente utilizzati in cucina, sono stati invece introdotti sulle isole dalla terraferma e coltivati. Il lauro, meglio conosciuto come alloro, è un arbusto. È diffuso l’uso nella cucina siciliana, tanto da essersi meritato l’inserimento nella lista dei prodotti agroalimentari italiani (P.A.T.) come prodotto tipico siciliano. Alle Egadi cresce anche la ruta, di cui è noto l’uso delle foglie e dei semi già in epoca romana. Ha un sapore penetrante e amarognolo e, in piccole quantità e tritata nell’olio, costituiva un aroma insolito per il pesce. È però tossica se consumata in eccesso, se ne è perso l’uso a scopi alimentari. Se erbe spontanee e aromi contribuiscono a insaporire la cucina, la scilla, soprattutto a Marettimo, la più verde tra le Egadi, contribuisce a profumarne l’aria. La scilla è una pianta erbacea che produce un delicato fiorellino di un azzurro violetto intenso. E altrettanto intensamente profuma l’aria nel periodo della fioritura, da marzo a maggio. Le isole Egadi mostrano una ricca vegetazione di piante endemiche. Dal punto di vista vegetazionale, Favignana e Levanzo offrono aspetti di gariga costiera, cioè vegetazione diffusa e bassa ove convivono piante diverse, e residui di macchia mediterranea con oleastro, lentisco, carrubo, euphorbia, sommacco.
Tipiche delle Egadi sono: la brassica macrocarpa, il cavolo marino o delle Egadi, la finocchella (seseli bocconi). Quest’ultima pianta arbustiva che cresce sulle rupi, testimone di trasformazioni geologiche avvenute circa 20 milioni di anni fa. La seseli è diffusa anche nelle tre grandi isole mediterranee: Sicilia, Sardegna e Corsica. Brassica macrocarpa e cavolo delle Egadi crescono solo nelle Egadi. La “lista rossa della flora italiana”, considerando la ristrettezza dell’areale e la esiguità degli esemplari esistenti, ha classificato la brassica macrocarpa come specie in pericolo critico di estinzione.

PH: Vito Vaccaro