PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE. UN LIBRO DI PIETRA

Un viaggio nella storia dal VII al III secolo a.C. da percorrere tra i 270 ettari del parco archeologico di Selinunte e Cave di Cusa, il più vasto d’Europa. Visitare Selinunte, però, non è certificare un record in termini di chilometri quadrati, ma immergersi nel divenire di una città, di una civiltà, di un popolo: i selinuntini. Come in larga parte dei siti archeologici i resti, templi, necropoli, agorà, non sono coevi ma rappresentano la traccia del trascorrere del tempo e degli eventi, che furono anche drammatici per i selinuntini. Un libro di pietra che bisogna saper leggere. Fiorente colonia greco-siceliota fondata da megaresi (di Megara Hyblea), Selinunte, alleata di Siracusa fu coinvolta in due disastrose guerre: la prima contro Segesta, alleata dei cartaginesi, durò alcuni anni tra il 413 e il 409 a.C. si concluse con la vittoria di questi ultimi; la seconda fu conseguenza del più acceso scontro tra romani e punici. Selinunte finì schiacciata, dai romani, nelle guerre per il controllo del Mediterraneo. Il parco archeologico, pietra dopo pietra, racconta questa e altre storie. Dalla fondazione, visibile nella collina di Manuzza, sede del primo insediamento, allo sviluppo della Agorà che ricalca l’impianto urbanistico megarese e dove ancora sono visibili le tracce di quello che doveva essere l’identità selinuntina: l’Heroon, la tomba dell’ecista-fondatore; le stoai, i portici monumentali; le botteghe; le sale per riunioni (hestiatoria) e ancora abitazioni e luoghi di culto. Di recente scoperta, e di scavi ancora più recenti, è il quartiere artigianale, una serie di fornaci e locali annessi lungo le mura della città, nella valle di Gorgo Cottone, forse uno degli impianti produttivi più grandi del mondo antico. Certamente di maggiore impatto emotivo è la vista dei templi: sette, denominati con lettere dell’alfabeto, ma ciascuno con una storia da narrare. Il tempio E, parzialmente ricostruito negli anni ‘50, è quello che meglio rappresenta lo stile dorico; il tempio G mai completato, è tra i più grandi dell’antichità e il tempio C che domina l’acropoli. Un itinerario che ricomprenda tutte le aree più importanti comporterà una camminata tra i 5 e i 6 chilometri in circa 4 o 5 ore. Si suggeriscono scarpe adatte, acqua, cappellino per proteggersi dal sole. Fino al 16 settembre sono allestite all’interno del Baglio Florio e visitabili due mostre sul tema della memoria. “Are you My Mother” e “Mappe, Memoria e Territorio” sono allestimenti realizzati in collaborazione con il Museo Riso di Palermo il Mana Contemporary Jersey City, NJ USA. In esposizioni opere fotografiche di Jamie Diamond, Aleksandar Duravcevic ed Eugene Lemay, che dialogano con l’installazione di Giacomo Rizzo, un’imponente scultura il fiore Myosothis, più conosciuto come non ti scordar di me, per ricordare gli avvenimenti importanti della nostra Storia. Nel corso dell’estate il tempio di Hera sarà quinta naturale per le rappresentazioni teatrali, di musica e danza della rassegna internazionale “Teatri di Pietra”.

PARCO ARCHEOLOGICO DI SELINUNTE:
tutti i giorni  – ore 09.00 / 18.00 uscita entro le 19.00
CAVE DI CUSA: tutti i giorni – ore 09.00/13.00 uscita entro le 14.00
Biglietti: intero: € 6,00 – ridotto: € 3,00
Ingresso gratuito per i cittadini dell’Unione Europea, di età inferiore a 18 anni.
Ingresso ridotto del 50% per i cittadini dell’Unione Europea, di età compresa tra i 18 anni e i 25 anni.
Ingresso libero per tutti, la prima Domenica di ogni mese.
Per info e modalità di pagamento: +39 338 78 32 705 – www.selinunte.gov.it

Ph: © Parco di Selinunte, Cave di Cusa e Pantelleria