PESCHE E PATATE. DOLCI TIPICI SICILIANI

ALIBI VEGETALE NEL NOME PER DOLCI IPERCALORICI
di Francesca Adragna

Cosa rende appetitoso un dolce? La sua forma, il suo colore o l’abbondanza degli ingredienti che il suo profumo suggerisce? Forse sono proprio tutte queste caratteristiche ad attirare l’attenzione, ad illuminare gli sguardi, a far dischiudere le labbra nella pregustazione di tutta la sua dolcezza. I dolci siciliani, hanno una caratteristica di base un po’ barocca se vogliamo, basta pensare alla cassata, bordata di verde e coperta da grossi frutti canditi dai colori vivaci, ma anche il semplicissimo biscotto di fichi o il cucciddato, nella loro versione più discreta, sono cosparsi da uno spolvero di zucchero a velo, quando non da minuscoli confetti di ogni colore. Gli ingredienti base della pasticceria tipica siciliana sono la mandorla e la ricotta, in ciascun dolce o l’una o l’altra, certe volte entrambe. E non sono solo le pasticcerie a produrre la loro versione delle ricette della nostra tradizione dolciaria, anche i forni il sabato mattina allestiscono i propri banconi caricandoli di vassoi di dolciumi dall’aspetto, diciamocelo, un po’ grossier, agricolo, paesano, “tascio” e incredibilmente saporito, accattivante, ruffiano e allegro. Tra i dolci più semplici da preparare, ma anche tra quelli più antichi della tradizione Siciliana, compaiono immancabilmente la “patata” e la “pesca”.
Questi due dolci ovviamente prendono il nome da ciò cui somigliano nella loro foggia e di semplice non hanno assolutamente niente, perché sono elaboratissimi, entrambi prevedono almeno tre lavorazioni.
La Patata è ricoperta da uno spesso strato di pasta reale al cioccolato, cioè farina di mandorle lavorata con zucchero e cacao e racchiude un cuore profumato al rum di pan di spagna farcito di crema pasticcera. Viene poi decorata con pinoli che simulano i germogli del tubero. Va assolutamente gustato, perché è un vero trionfo di sapori, poi magari è consigliabile una lunga passeggiata, per esempio sulle nostre coste o tra le morbide curve della nostra rigogliosa campagna, per smaltire qualche kilocaloria e dimenticare ogni senso di colpa.
Anche la Pesca, nella sua adorabile semplicità e dietro falsa identità, nasconde un tripudio di dolcezza. La foggia del roseo frutto gliela conferiscono due panetti di pasta brioche imbevuti di sciroppo ed Alchermes un po’ scavati alla base e farciti di crema di ricotta di pecora. La decorazione finale di questo dolce prevede che lo sciroppo unito all’alchermes tinga di un bel rosa confetto le due metà della pesca; i panetti così imbevuti e farciti, vengono poi cosparsi di zucchero. Sulla farcitura di crema di ricotta, che tiene unite le due metà della pesca in un dolcissimo abbraccio, viene poi posta una ciliegina candita ed una fogliolina di pasta reale così che, chi volesse gustarla, possa affidarsi all’alibi di aver confuso il dolce con il frutto!
Ma bando ai sensi di colpa, la felicità è data, come diceva Totò, da attimi di dimenticanza, quindi dimentichiamoci della linea e andiamo a rifarci gli occhi ed il palato sui ricchi banconi delle pasticcerie siciliane!