ERICE E LA SUA LEGGENDA

“Berretta Rossa”

A Erice la leggenda di “Berretta Rossa” riecheggia ancora, a distanza di secoli, tra gli anziani abitanti del borgo medievale ericino, scenario incantato sospeso tra miti e credenze.

Tradizione narra che tra le vie del noto Quartiere Spagnolo, sito militare edificato durante la dominazione spagnola nella prima metà del XVII secolo, il fantasma di un soldato iberico, ribattezzato “Berretta Rossa” per il copricapo che indossava al momento dell’impiccagione, fosse stato condannato a morte per aver ucciso, dopo una colluttazione, il promesso sposo di una giovane ericina, da lui imprudentemente corteggiata.

Il rifiuto dei sacramenti religiosi destinati ai condannati prima dell’esecuzione costrinse la sua anima a vagare senza pace per le vie del quartiere, divenuto presto scenario di strani fenomeni paranormali: lamenti, urla, risa diaboliche, misteriose apparizioni; eventi inspiegabili che portarono i muntisi (gli abitanti di Erice) a ritenere che i lavori di edificazione della caserma spagnola furono stati interrotti per via della presenza del fantasma di Berretta Rossa che si faceva gioco di chiunque passasse da lì.

ERICE E LA SUA LEGGENDA

Il quartiere spagnolo, situato su un’altura rocciosa a nord-ovest della vetta, e da cui è possibile ammirare il litorale trapanese bagnato dal Mar Tirreno, è oggi visitabile e accessibile a tutti ma, fate attenzione, a Erice la leggenda di  “Berretta Rossa” potrebbe non essere, solo una leggenda!

“Piantata nella roccia, selciato naturale di quell’ampia piazza aperta a tutti i venti, la forca non tremò allo schianto del corpo del condannato. L’impiccato era esamine… Tutto d’un tratto lo si vide diguazzare per l’aria, con energia furibonda e disperata”.

Tratto da V. Adragna, La Messa del prete morto. Leggende, fantasie ericine e mimi, Publiscula editrice, 1980, Palermo

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