La mostra di Pietro Consagra a Villa Zito

A Palermo la pittura dell’artista mazarese

Pietro Consagra, considerato uno dei maggiori esponenti dell’astrattismo italiano, più noto come scultore ma altrettanto efficace e innovativo con pennelli e tele, viene celebrato in questi giorni, e lo sarà fino al prossimo 4 dicembre, in una mostra presso la Pinacoteca di Villa Zito a Palermo.

Chi di noi, soprattutto gli “autoctoni” nati nella provincia di Trapani, passando sotto la “Porta del Belìce”, non è rimasto ammirato e stupito entrando a Gibellina (nuova!)? È, almeno per quanti vivono in provincia di Trapani, l’opera più famosa dell’artista, mazarese di nascita, milanese d’adozione. La “stella d’acciaio”, che simboleggia l’ingresso nella “rinascita del Belìce” post terremoto del 1968, è una delle molteplici eredità artistiche, affidate all’ingegno di Consagra, che il visionario Ludovico Corrao, per decenni sindaco della cittadina, ci ha lasciato. Segno del passato proiettato nel futuro e nella cultura del nostro territorio.

Libeccio orizzontale - Pietro Consagra
Libeccio orizzontale - (ph. Paolo Vandrasch)

40 dipinti a Villa Zito

La mostra – a cura di Sergio Troisi in collaborazione con l’Archivio Consagra di Milano – è promossa dalla Fondazione Sicilia e vede la presenza di oltre 40 dipinti che dialogano con alcune sculture dell’artista in un articolato confronto tra pittura e scultura che mette in luce l’unicità indivisa dell’ispirazione dell’artista.

Fondo rosa chiarissimo - Pietro Consagra
Fondo rosa chiarissimo (ph. Claudio Abate)

Il percorso espositivo

La mostra, si legge nella cartella stampa «si apre con due Piani appesi in alluminio e prosegue nelle altre sale con i dipinti in cui gli elementi figurali – immagini, le definisce Consagra nei titoli – sono organizzati in sequenze di variazioni quasi musicali (Fondo blu scuro – ventiquattro immagini, Fondo verde acqua – trenta immagini, Fondo violetto – venticinque immagini), simili a caratteri di un alfabeto immaginario o a tarsie mobili, in dialogo con le venature di pietre, marmi, e onici come il Libeccio orizzontale e il Verde cinese».

Fondo verde acqua - Pietro Consagra
Fondo verde acqua - Trenta immagini
La mostra di Pietro Consagra a Villa Zito - 1
Matacubo onice bianco - 1989

La lezione del ‘900

«La mostra – si legge ancora nella nota di presentazione – indaga per la prima volta in termini compiuti una produzione che attraversa tanta parte dell’arte del Novecento, recependo nel senso costruttivo del colore la lezione di alcuni grandi artisti del Novecento: da Magnelli a Matisse, da Soldati a Calder. Queste suggestioni vengono accolte e rielaborate da Consagra coerentemente con gli assunti storici della sua opera, prima fra tutti la frontalità degli elementi figurali: in accordo personalissimo con la grande tradizione del Novecento, una identità tra struttura, segno e decorazione».

Fondo blu - Pietro Consagra
Fondo blu - sette immagini

La libertà della pittura

«Dagli inizi degli anni Settanta del secolo scorso – scrive il curatore della mostra, il critico e storico dell’arte Sergio Troisi –, la pittura (fonte di libertà e di avventura, come Consagra stesso ebbe a scrivere) assunse un ruolo di crescente importanza nell’opera di Pietro Consagra, il grande artista siciliano da sempre artefice di una intensa attività grafica soprattutto in funzione della scultura ma ugualmente dotata di una sua specifica autonomia».

 Fondo grigio 1984 - Pietro Consagra
Fondo grigio - 1984 - (ph. Claudio Abate)

La biografia di Pietro Consagra

Scultore, pittore, teorico e artefice degli edifici della Città frontale, Pietro Consagra (Mazara del Vallo, 1920 – Milano, 2005) è stato uno degli artisti più importanti del panorama italiano e internazionale del secondo Novecento. Dopo avere studiato all'Accademia di Palermo si trasferì a Roma (dal 1944) con Renato Guttuso, orientandosi poi ben presto verso l'astrattismo. Componente - insieme alla trapanese Carla Accardi, Antonio Sanfilippo, Mino Guerrini, Piero Dorazio, Achille Perilli, Giulio Turcato – di quel Gruppo Forma che nel 1947 affermò il formalismo e l’astrazione quali elementi di un rinnovato linguaggio moderno. Nel 1949 Consagra espone alla mostra della collezione nel giardino di Peggy Guggenheim a Venezia. Dopo i lavori di quegli anni di matrice costruttivista, all’inizio degli anni Cinquanta diede il via al ciclo decennale dei Colloqui: sculture in ferro, bronzo o anche legno dalle superfici e dai profili irregolarmente frastagliati, disposte rigorosamente frontali rispetto allo spettatore in modo da sollecitarne la componente relazionale. Opere scabre e severe, che sancirono l’affermazione internazionale dell’artista con il Gran Premio della Scultura alla Biennale di Venezia del 1960. L’assenza di gerarchia e il principio della frontalità propri del Colloqui saranno ulteriormente rielaborati, dalla fine degli anni Sessanta, nella Città frontale e negli edifici realizzati per la nuova Gibellina, tra cui la grande Stella del Belìce e il Meeting, secondo una prospettiva bifrontale che avrà riscontro anche nelle sculture. Tra le ultime sculture monumentali si ricorda nel 1998 quella posta in largo Santa Susanna a Roma.

Verde cinese - Pietro Consagra
Verde cinese - (Ph. Claudio Abate)
Fondo azzurro - Pietro Consagra
Fondo azzurro

Info

dal 17 settembre al 4 dicembre 2022
Pinacoteca di Villa Zito – Palermo
Visitabile (dal lunedì alla domenica, dalle 9.30 alle 19.30). Chiuso il martedì
5 euro (intero), 3 euro (ridotto), gratuito (scuole, under18)
Maggiori informazioni sul sito di Villa Zito www.villazito.it

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