La valle del Belìce: la gastronomia  

Nocellara, pane nero di Castelvetrano e vastedda

La Valle del Belice, nucleo della memoria del sisma che nel ’68 ne devastò la struttura sociale oltre che le abitazioni, è un territorio a vocazione rurale, tanto che le principali risorse economiche sono la produzione agroalimentare e la zootecnia.

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Nocellara e Pane Nero

Già nel V secolo a.C. veniva prodotto l’olio e oggi questo territorio può vantare la presenza di due Dop: l’Olio extravergine di oliva “Valli Trapanesi” e l’Olio “Valle del Belice”; unico caso di due Dop per un’unica varietà di oliva, la Nocellara del Belice.

L’Olio di Nocellara, dal sapore fruttato intenso, erbaceo, con retrogusto leggermente piccante, con un elevato tenore di antiossidanti, sostanze antagoniste del cancro, è impiegato a crudo su verdure, pesce in cottura e su tutte le pietanze mediterranee.

Altro prodotto tipico del territorio, che si sposa perfettamente con l’olio extravergine d’oliva, è il Pane Nero di Castelvetrano. La sua origine si perde nella notte dei tempi, probabilmente furono gli abitanti della mitica Selinunte a utilizzarlo per primi. Il suo colore nero, deriva dalla materia prima utilizzata, una miscela di grano duro siciliano e di tumminìa (grano marzuolo), entrambi integrali e moliti con macine a pietra naturale.

I fornai di Castelvetrano lavorano ancora oggi la miscela col metodo tradizionale dei loro antenati, avvalendosi di una lunga lievitazione. La cottura del pane avviene nei forni tradizionali a pietra, a temperatura calante. Il risultato è una pagnotta dal colore nero, come il caffé, brillante per il sesamo, con la pasta di colore giallo grano, con un sapore dolce, profumi intensi e un particolare aroma di tostato.

Oggi la fama del Pane Nero di Castelvetrano, grazie anche a Slow Food che ne ha fatto un suo presidio, ha varcato i confini regionali e nazionali, facendosi apprezzare per il suo sapore inimitabile.

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La vastedda del Belìce

Nei pascoli naturali delle vallate belicine viene allevata la pecora di razza “Valle del Belìce”, di taglia media, con testa fine, allungata, arti robusti e vello bianco, nota per la sua alta produttività. Dalla trasformazione del latte della pecora belicina nasce la “Vastedda” del Belice, un formaggio di pecora a pasta filata che può fregiarsi della Denominazione d’Origine Protetta (Dop).

Si tratta di un formaggio fresco prodotto dai casari della Valle del Belìce col latte ovino intero, crudo, ad acidità naturale di fermentazione, che va consumato fresco, dopo tre giorni dalla produzione. La Vastedda della Valle del Belìce, dal sapore dolce, fresco e gradevole, con venature lievemente acidule, straordinario per fragranza e intensità gustativa, all’atto dell’immissione al consumo deve avere la forma tipica di una focaccia con facce lievemente convesse, deve recare, apposto sull’involucro esterno il contrassegno previsto dal disciplinare.

Unitamente agli altri pregiati formaggi della Valle del Belìce, tra cui il pecorino siciliano, il pecorino rosso (leggermente piccante), il caciocavallo (formaggio a pasta filata dura prodotto con latte di vacca intero) e la ricotta di pecora (alimento dietetico, dal sapore delicato), costituisce una buona leva per lo sviluppo economico dell’intero comparto zootecnico e caseario.

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