NACQUI NELLA SALINA DEL RONCIGLIO

di Antonietta Platamone D’Alì.

NACQUI NELLA SALINA DEL RONCIGLIO. Diari 1931-1935di Antonietta Platamone D’Alì.
Di Girolamo (2005) 336 pagine – 20 euro

Il 3 febbraio del 1931, all’età di 77 anni, Antonietta Platamone d’Alì incominciò a scrivere il suo diario:
Nacqui la notte dell’11 ottobre 1854, nella salina del Ronciglio. Era epoca di colera ed i miei genitori andarono in quell’isoletta per evitare il contagio, se possibile”.

L’autrice (1854 -1940), maggiore degli undici figli del Senatore Giuseppe D’Alì e di Rosalia Chiaramonte Bordonaro, vedova del Marchese Enrico Platamone, racconta con gli occhi di una nobildonna, la quotidianità della Sicilia a cavallo tra l’Ottocento e il Novecento con squarci interessanti della società trapanese e palermitana e riferimenti ad alcuni avvenimenti storici che ha osservato come, ad esempio, il passaggio di Garibaldi a Trapani nel 1860.

Composto da otto quaderni manoscritti in bella grafia, il diario fu scritto, come la stessa autrice disse, per “dare sfogo al suo cuore ulcerato” dopo la morte del figlio adorato, aggiungendo: “Sarà per me sola. Alla mia morte, poi, se esisterà ancora, ne faranno l’uso che vorranno. Potranno anche bruciarlo, non avrà più scopo“.

Una nipote omonima, ricercatrice universitaria, ne venne casualmente in possesso e intuendone l’importanza si prodigò per la pubblicazione.

La prefazione di Nacqui nella Salina del Ronciglio è di Dacia Maraini, le note critiche dello storico trapanese Salvatore Costanza.

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