TRAPANI TRA CINEMA E FICTION, SET PER LA SETTIMA ARTE

Trapani tra cinema e fiction è stata, negli ultimi anni, protagonista con i suoi paesaggi, le sue bellezze naturalistiche, i luoghi storici, le architetture e i preziosi siti archeologici.

Ultima, in ordine di tempo, a comparire sui piccoli schermi è stata la fiction “Makari” (2021), tratta dai racconti del giornalista Gaetano Savatteri, milanese di nascita, ma siciliano per cultura, formazione e origini familiari (i suoi sono di Racalmuto). Racconti pubblicati da Sellerio, l’editore palermitano di Camilleri e della serie di Montalbano.

Protagonista è il giornalista e investigatore Saverio Lamanna, interpretato da Claudio Gioè, ma per quel che ci riguarda il protagonista assoluto è stato il nostro territorio.

I luoghi di “Makari”

Monte Cofano è l’immagine principe della fiction, con i suoi 659 metri che si precipitano tra dirupi e scogliere direttamente nel mare del golfo di Macari.

BAIA SANTA MARGHERITA

Un’immagine di incomparabile bellezza che si vede dalla casa del protagonista e ripetutamente proposta dal regista Michele Soavi. Le scene sono state girate fra Trapani, Castellammare del Golfo, San Vito Lo Capo, Erice, Valderice, Marsala, Buseto Palizzolo, nel golfo di Macari, alla Tonnara di Scopello, alle cave di marmo di Custonaci, alla Riserva dello Zingaro, alla laguna dello Stagnone, al Borgo Livio Bassi di Ummari, al teatro antico ed al tempio di Segesta.

Ciascuno di questi luoghi ha restituito fascino e bellezza, talvolta da noi “indigeni” ignorati. La scelta, dove e come “girare” rimane una responsabilità artistica del regista, ma la proposta del “posto” è responsabilità di una figura professionale che si chiama location manager e che nel caso di “Makari”, e di altri lavori realizzati a Trapani e dintorni, ha un nome: Ivan Ferrandes, presidente della “Trapani film commission”, organismo privato che però lavora nell’interesse del territorio.

Maltese di nome, trapanese di fatto

Maltese – Il romanzo del Commissario” (2017) è la fiction che la Palomar, la stessa casa di produzione di “Makari” e de “Il Commissario Montalbano”, ha girato nelle strade e nelle piazze di Trapani nel 2016 e messa in onda nel 2017.

Ne è stato interprete Kim Rossi Stuart nei panni di un commissario di polizia che a fine anni settanta si ritrova, a Trapani città di cui è originario, isolato a combattere la mafia. Un racconto che si ispira alla realtà, ma che non narra fatti reali, nel quale Trapani, come set ha un ruolo centrale.

Un omaggio, per stessa ammissione degli autori alla prima serie de “La piovra” (1984), la primissima serie sulla mafia girata quasi interamente a Trapani.
Anche per “Maltese” c’è lo zampino di Ivan Ferrandes. Alcune scene sono poi state girate, a Selinunte, nelle saline di Nubia e di Marsala e a Castellammare del Golfo. Molte delle riprese sono state fatte nel quartiere Cappuccinelli, esempio di architettura razionalista che reca la firma del progettista Michele Valori. Come sede del commissariato fu utilizzata per gli esterni la facciata del Municipio di Trapani, palazzo D’Alì.

La Sicilia e l’arte della cinepresa.

Trapani tra cinema e fiction è paradigma dell’immagine della Sicilia, trasposta sul grande schermo. Riflette le sue più intime contraddizioni: terra problematica, spesso calunniata ma anche luogo di una natura seducente e ricca.

TRAPANI TRA CINEMA E FICTIONIl cinema, prima ancora che la televisione, l’ha resa protagonista innumerevoli volte. È del 1961 uno dei più importanti film di Roberto Rossellini, Viva l’Italia, girato tra Salemi e Calatafimi.
Dichiarò il regista: «Tutto inizia in questa splendida terra, e noi, artisti, registi e scrittori, abbiamo il dovere di raccontarla, omaggiarla, screditarla, metterla al centro delle nostre indagini. Qui, in Sicilia, il principio di tutto».

Il film offre una ricostruzione storica, narrata sul filo del neorealismo, del periodo che durante quel fatidico 1860, portò all’Unità d’Italia. La battaglia di Calatafimi, passata alla storia come la famosa Battaglia dei Mille, costituisce la parte centrale del film. Le riprese dall’alto mostrano le posizioni e i movimenti delle truppe sul colle Pianto Romano, dove oggi c’è il monumento dedicato alle vittime di quello scontro campale. Le centinaia di comparse impegnate erano tutte genti del luogo.

Le saline trapanesi luogo d’amore

Di certo molti ricorderanno My name is Tanino (2002), di Paolo Virzì, divenuto simbolo di una generazione intenta a ricercare sé stessa attraverso i luoghi del sogno americano, lontano da una Sicilia che soffoca e inganna.
Il film venne girato in gran parte tra Castellammare del Golfo e San Vito Lo Capo, rendendo così omaggio alle splendide vedute e ai suggestivi scorci marini della Sicilia occidentale.

Da non dimenticare Un viaggio chiamato Amore (2002) in cui le saline di Trapani, grazie alla magistrale regia di Michele Placido, sono divenute scenario della romantica e struggente relazione tra la scrittrice Sibilla Aleramo e il poeta Dino Campana raccontata attraverso le loro lettere. Le saline, nel film, hanno ospitato interni ed esterni di una delle abitazioni di Sibilla Aleramo/Laura Morante.

L’ombra della mafia sulla bellezza di Trapani

La Piovra (1984) è la serie (ancora non si chiamavano fiction, ma non erano più sceneggiati) che ha reso proprio Michele Placido, nei panni del Commissario Cattani, uno dei volti più noti della Rai.

La mafia, unica e indiscussa protagonista, disegna i confini della città di Trapani, ritratta in tutte le sue tangibili debolezze. Tutta la prima serie è stata girata nel capoluogo e alcuni interni nei palazzi della borghesia trapanese. Una narrazione affidata alla regia di Damiano Damiani che riesce a mostrare un popolo siciliano combattivo e consapevole delle sue scelte, tralasciando gli stereotipi, oltrepassando i pregiudizi, e rendendo giustizia a un’immagine della Sicilia che, pur vittima e carnefice di se stessa, non smette, sempre e comunque, di indignarsi.

Mafioso (1962) di Alberto Lattuada ha visto la realizzazione di alcune scene in provincia di Trapani, ma quasi tutto il film è stato girato in provincia di Palermo, a Belmonte Mezzagno.

Salvatore Giuliano (1962) di Francesco Rosi per le riprese del film adottò la stessa scelta di Roberto Rossellini, Viva l’Italia girando negli stessi luoghi che videro protagonista Salvatore Giuliano e la sua banda (Montelepre, Castelvetrano, Portella della Ginestra).

La scorta, (1993) di Ricky Tognazzi, racconta le vicende di un sostituto procuratore e delle sua scorta a Trapani, «liberamente ispirato ai fatti accaduti al giudice Francesco Taurisano e agli uomini della sua scorta» recita la didascalia all’inizio della pellicola. Le immagini del capoluogo sono coprotagoniste insieme ad un gruppo di giovani attori italiani che avrebbero segnato le produzioni italiane per i successivi venti anni

Drammi d’amore sulle isole di Pantelleria e Favignana

A Bigger Splash (2015) è un film diretto da Luca Guadagnino. Interamente girato a Pantelleria racconta la storia di un complesso menage a quattro con un complesso sfondo psicologico che sfocia in un dramma finale. «La scelta di Pantelleria – sottolineò Guadagnino all’uscita del film – non ha a che vedere col fatto che sono siciliano. Quando ho deciso di fare questo film su un quartetto abbandonato fino alla deflagrazione, ho capito che mi serviva un quinto personaggio, uno scenario che li mettesse a nudo». Il quinto personaggio è l’isola con i personaggi che si muovono tra Scauri e la vecchia Pantelleria, a Ghirlanda e nella Tenuta Borgia.

Viola di mare, (2009) di Donatella Maiorca, tratto dal romanzo del trapanese Giacomo Pilati è stato interamente girato a Favignana. Il film nella Sicilia della seconda metà dell’800 racconta la storia d’amore tra Angela e Sara (Valeria Solarino e Isabella Ragonese) che vivono la loro relazione, prima in clandestinità e poi, grazie ad uno stratagemma alla luce del sole. Oltre agli splendidi paesaggi favignanesi  le riprese sono state girate alla Tonnara del  Secco di San Vito Lo Capo (TP), a Palazzo Todaro a Trapani, a Palazzo Florio di Favignana, alla Grotta Mangiapane Custonaci.

Picciridda – Con i piedi nella sabbia (2019) di Paolo Licata è ambientato a fine anni ’60 in un villaggio di pescatori. Tratto da un romanzo di Catena Fiorello è stato interamente girato sull’isola di Favignana. È la storia di Lucia, una bambina di undici anni, affidata a una nonna severa e incapace di manifestare i propri sentimenti, e della sua parabola di crescita.

Ancora le Egadi, ma si cambia isola, con Sette Giorni (2014) di Rolando Colla, girato in gran parte a Levanzo, ma anche nella città di Trapani e nei suoi dintorni. Chiara e Ivan si ritrovano su un’isola al largo della costa siciliana per il matrimonio del fratello di lui e della migliore amica di lei. L’attrazione fra i due scatta presto.

Un po’ di leggerezza, dal mare alla montagna

Chiude la carrellata sulle Egadi un film leggero, una commedia all’italiana del 1986, con la regia di Dino Risi: Il commissario Lo Gatto. Interamente girato a Favignana racconta le improbabili indagini di un dirigente di polizia interpretato da Lino Banfi.

Un film in cui pesano più gli intrecci comici che le immagine dell’isola. «Lo schema dell’investigazione poliziesca è il pretesto per una commedia di costume con intenti di satira sociale» ha scritto il critico cinematografico Morando Morandini.

In guerra per amore (2016) diretto e interpretato da PIF, è stato girato principalmente ad Erice. L’antico borgo medievale con il centro storico ben conservato, ancora identico a se stesso, ben si è prestato a “interpretare” Crisafullo, un paese siciliano durante lo sbarco degli alleati nell’isola. Le scene sono state girate alle saline di Trapani e alle grotte di Scurati nei pressi di Custonaci.

Pellicola che in maniera lieve, con la scusa di parlare d’amore affronta un tema storico politico scottante: le relazioni pericolose tra l’esercito americano e la mafia.

Scopello, ciack si gira

Scopello antico borgo medievale ad un centinaio di metri sul livello del mare. Poco più distante, a ridosso dei celeberrimi faraglioni, l’omonima tonnara. Tra le località più belle ed interessanti della costa di Castellammare del Golfo.

castellammare scopello

La tonnara, in particolare, è divenuta nel corso degli anni una sorta di icona: immagine ideale di bellezza e semplicità, di luogo remoto ed arcaico che ben si coniuga con la vivace ed aspra bellezza della natura e l’imponenza primitiva dei faraglioni che emergono solitari dal mare. La tonnara per tutte queste ragioni è divenuta nel corso degli anni set ideale per film, fiction televisive, spot pubblicitari, set fotografici.

Scorci di Scopello si intravedono ne “Il Commissario Montalbano”, nella già citata “Makari”, nel film TV “Cefalonia” che racconta l’eccidio dei militari italiani della divisioni Acqui, ne il “Il segreto dell’acqua” con Riccardo Scamarcio.

La località però è salita alla ribalta del grande circo cinematografico con una produzione holliwoodiana. Nel 2003 vi furono girate alcune scene di “Ocean Twelve”, sequel di Ocean Eleven.
Una produzione con un cast stellare: George Clooney, Brad Pitt, Catherine Zeta-Jones, Julia Roberts, Matt Damon, Andy Garcia.

TRAPANI TRA CINEMA E FICTION

Il film che ha fatto più largo uso delle immagini di Scopello è però, senza dubbio, la produzione francese del 2007 di “Largo Winch” per la regia di Jérôme Salle. Tratto da un fumetto belga racconta le avventure di un giovane miliardario, a metà tra agente segreto e giustiziere.

TRAPANI TRA CINEMA E FICTION

Trapani tra cinema e fiction e… le rovine del terremoto del Belìce

Le rovine del terremoto del 1968 esercitano un fascino particolare sulla cinepresa, capace di riprendere e amplificare quel senso di abbandono che le pervade, senza annullarne la primitiva presenza umana. “L’Ultima Casetta Rossa”(2018) di Laura Schimmenti è stato girato in parte presso il Cretto di Burri di Gibellina, dove l’artista ha realizzato una grande opera en plein air con le macerie della città vecchia, in parte presso le Rovine di Poggioreale. Scene anche nella Riserva naturale di Monte Cofano.

TRAPANI TRA CINEMA E FICTION

 

“Epicentro” (2018) di Leandro Picarella, tra gli interpreti il marsalese Alessio Piazza, è stato girato interamente tra le rovine della città vecchia di Poggioreale.

TRAPANI TRA CINEMA E FICTION

Stesso sfondo per Sicily Jass – the world’s first man in jazz (2014) di Michele Cinque, interpreti i siciliani Jimmy La Rocca; Mimmo Cuticchio; Roy Paci Ruderi. Il film girato nella “città fantasma” Poggioreale racconta la vicenda umana di Nick La Rocca nella storia del jazz. Siciliano nato a New Orleans alla fine dell’800, La Rocca, con la sua Original Dixieland Jazz Band, incide nel 1917 il primo disco della storia del jazz.

Sicily Jass

Ancora musiche e macerie per Dannato rock (2011) protagonista tra le rovine di Poggioreale la rock band Le Vibrazioni, un’avventura a metà tra il western e l’esoterico.

«La Sicilia è il cinema», scriveva Leonardo Sciascia. «Vittorini, Brancati e Quasimodo – osservava ancora lo scrittore siciliano, che fu anche critico cinematografico e sceneggiatore – offrirono, più o meno direttamente, i tre diversi temi siciliani al cinema. La Sicilia come “mondo offeso”; la Sicilia come teatro della commedia erotica; la Sicilia come luogo di bellezza e di verità». Di questi temi i primi due ci sembra siano stati i più sfruttati; sull’ultimo il cinema è forse in debito con la Sicilia, anche se in timido recupero.

Per approfondire:
Cinema in Sicilia: https://it.wikipedia.org/wiki/Cinema_in_Sicilia
Film girati in provincia di Trapani: https://it.wikipedia.org/wiki/Categoria:Film_girati_in_provincia_di_Trapani
I film girati in Sicilia con il contributo della “Sicilia Film Commission”: http://www.siciliafilmcommission.org/it/
I film girati in provincia di Trapani con il contributo  della “Sicilia Film Commission”: http://www.siciliafilmcommission.org/it/film-database?locationprov=95
Film girati in Sicilia: https://www.goccediperle.it/terra-di-sicilia/la-sicilia-e-il-cinema/
“Sciascia e il cinema” di  Antonio Cangemi: http://www.rivistaspiragli.it/2018/06/19/sciascia-e-il-cinema/
“La Sicilia raccontata dal cinema tra mito, sogno e nostalgia” di Vincenzo Roberto Cassaro
https://www.ilsicilia.it/la-sicilia-raccontata-dal-cinema-tra-mito-sogno-e-nostalgia/

 

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