L’orologio di Calatafimi Segesta torna a funzionare  

Il meccanico del tempo

Il meccanico del tempo ci sembra una buona definizione per il trapanese Danilo Gianformaggio. Grazie al suo lavoro e al contributo della Associazione Borghi dei Tesori torna a funzionare l’orologio di Calatafimi Segesta che scandisce il tempo attraverso i rintocchi della campana della chiesa matrice. Un orologio fermo da oltre vent’anni. Riascoltarne i rintocchi è stato come tornare a sentire ilo respiro del paese, il ritmo dell’intera comunità di Calatafimi Segesta: un processo di restituzione della memoria. I restauri dell’antico orologio e della campana della Matrice sono stati completati all’inizio del mese di agosto scorso. Un progetto del Comune di Calatafimi vincitore di uno dei due Premi Borghi dei Tesori. L’altro premio andato all’associazione Cap 96010 che sta recuperando i vecchi magazzini del porto di Portopalo di Capo Passero.

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Un premio alla rigenerazione urbana

Alla sua prima edizione, il premio è stato lanciato dall’Associazione Borghi dei Tesori, sotto l’egida della Fondazione Le Vie dei Tesori, ed è nato con l’intento di promuovere progetti di rigenerazione urbana che coinvolgano le comunità. Sono arrivati in tutto diciotto progetti e il comitato scientifico dell’associazione ha scelto, appunto, quelli di Calatafimi Segesta e di Cap 96010 di Portopalo, finanziati con 3000 euro ciascuno, il primo erogato dalla stessa associazione, il secondo sostenuto dalla Fondazione Sicilia. Sia Calatafimi-Segesta che Portopalo di Capo Passero partecipano a Borghi dei Tesori Fest, Festival che vedrà 40 piccoli Comuni aprire le porte dei propri tesori per tre weekend, a partire da sabato 20 agosto. E la Matrice con l’orologio di Calatafimi-Segesta sarà uno dei tesori visitabili.

Ferro battuto, legno e led

Nel 1564, su richiesta della comunità e su compenso del Comune, fu concesso all’allora feudatario della zona, Ludovico Enriquez de Caprera, il posizionamento dell’orologio nella chiesa Madre. Da allora, è stato il punto di riferimento della vita del borgo. Le sue lancette sono state ferme per decenni, la campana silenziosa, ma ora è tornato alla vita, grazie alla ditta Manutentori del tempo del trapanese Danilo Gianformaggio, affascinante figura di orologiaio contemporaneo, uno dei pochissimi nel Sud Italia che si occupa di restauro di strumenti monumentali. L’orologio, nato dalla storica azienda Uscio di Genova, di cui reca ancora il nome inciso, è realizzato con pezzi lavorati a mano in ferro battuto, incastonati in un telaio a castello.


“Siamo felici di aver ridato vita a questo orologio storico a cui tutta Calatafimi teneva moltissimo”,


spiega Danilo Gianformaggio che si è occupato del complesso recupero, ha ridipinto il telaio e sostituito le lancette in metallo con altre in alluminio compatibili con il nuovo movimento. L’illuminazione a led rende l’orologio visibile da lontano.

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Commenti entusiasti

Per Laura Anello, presidente dell’associazione Borghi dei Tesori, un risultato importante “perché nato da una rete, quella di 50 piccoli comuni aderenti all’associazione che vogliono fare sistema, superando i campanilismi e lavorando a un progetto culturale e turistico integrato e sostenibile”.
“Riascoltare l’orologio, è stata un’emozione reale straordinaria: siamo rientrati nella nostra storia, nel nostro tempo. In passato la campana condizionava e segnava la vita quotidiana, oggi è simbolo di rinascita”, dice il parroco della Matrice, don Giovanni Mucaria.
“Dopo vent’anni è stato un obiettivo raggiunto, ma la vera sorpresa è stata vincere il contest dei Borghi dei Tesori – dice il sindaco Francesco Gruppuso -: grazie a tutti e ci prepariamo alla nostra prima edizione del festival, venite, Calatafimi sarà una sorpresa”.

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Francesco Gruppuso - Sindaco di Calatafimi Segesta

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